Scopri come scegliere cavi speaker e audiovideo per installazione

Considerazioni e consigli sulla scelta di cavi speaker e audiovideo per installazione e canaline

La lunghezza del cavo è nemica della qualità?

Se dotare il proprio impianto HiFi di ottimi cavi – sia cavi di potenza che di segnale – è relativamente facile, lo stesso non vale per le installazioni più complesse. La lunghezza di tutti i conduttori in gioco nel classico impianto HiFi casalingo è infatti modesta mentre in impianti domotici o in caso di filodiffusione le lunghezze aumentano molto. In ambito HiFi si usano sovente lunghezze di uno o due metri per tutti i cavi di segnale che collegano i vari componenti dell’impianto. Quando si collegano i diffusori audio invece i cavi di potenza, in media, sono di circa tre o quattro metri ognuno. Cavi corti significa, a parità di budget e di livello del resto dei componenti, possibilità di scegliere cavi di buona o ottima qualità, a tutto beneficio del resto dell’impianto e dell’investimento.

Come scegliere quindi i cavi speaker e audiovideo in installazioni di una certa grandezza? Nel caso di sistemi multiroom o sale Home Cinema con molti diffusori le lunghezze dei tanti cavi si sommano tra loro arrivando facilmente a superare diverse decine o centinaia di metri. In queste applicazioni i cavi di segnale principali restano perlopiù brevi – ad eccezione del cavo HDMI che può arrivare a tratte lunghissime, e dei cavi per subwoofer attivi – mentre vengono usate grandi lunghezze di cavi di potenza bipolari e quadripolari.

Esistono anche cavi audio di potenza per installazioni difficili, con alta resistenza alla temperatura, o piattine ultrasottili facili da nascondere dietro gli zoccoletti.

Alcuni marchi premium, con caratteristiche raccomandabili, offrono bobine di cavi di potenza di buon livello da 50, 100, 150 metri.

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Dove passare i cavi?

Come e dove passare i cavi audio in applicazioni Audiovideo e multiroom, o in contesti di automazione, è un fattore tipicamente progettuale e dipende dal tipo di contesto, sia esso abitativo, o retail, composto da uffici. Una quantità di fattori prettamente locali entrano i gioco. Possiamo essere in presenza di pavimenti flottanti, che risolvono ogni problema suo nascere, o di ampi controsoffitti.
Al contrario, a volte ci si trova di fronte ad un contesto residenziale – un appartamento magari – con poche via d’accesso, e nel quale l’installazione va risolta necessariamente passando i cavi nelle canaline predisposte all’intero delle mura oppure dietro ai battiscopa… o addirittura sotto moquette o tappeti.
Naturalmente, quando si parla di cavi maggiore è lo spazio a disposizione meglio è. Avere ampi spazi dove poter posare cavi di qualità, senza costringerli a torsioni o curve esagerate, e senza rinunciare alla schermatura è una manna dal cielo. Ma, per fortuna, essere nella situazione opposta non significa per forza di cose rinunciare a buoni cavi e quindi a buona musica. È possibile scegliere ottimi cavi anche per lunghe distanze.
La prima regola dei cavi dice: vanno posati cavi di buona sezione, seguendo un percorso più breve possibile e senza fare curve strette. 
Qui non si tratta di diventare “cavofili” naturalmente. Resta valido il principio per il quale conoscere un po’ la materia aiuta a scegliere un prodotto corretto ed a spiegarsi con chi effettua i lavori. Tutto verrà fatto meglio, con minor spesa, meno errori e più soddisfazione.
Il consiglio è sempre quello di rivolgersi ad uno specialista ma già con questa breve guida ed un po’ di manualità è possibile scegliere e posizionare il cavo anche da soli.
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È possibile scegliere ottimi cavi anche per lunghe distanze. La prima regola dei cavi dice: vanno posati cavi di buona sezione, seguendo un percorso più breve possibile e senza fare curve strette. 

Un cavo nel muro è per sempre

Attention Please. Anche i migliori matrimoni si rompono ma l’obiettivo dichiarato al proprio coniuge è …di non cambiarlo mai!
Per i cavi da installazione è un po’ la stessa cosa. Anche qui a volte il matrimonio non supera la prova degli anni ma solitamente lo fa e, soprattutto, al momento del “si” va scelto il cavo che pensiamo ci accompagnerà per sempre!
Il perché è facile da intuire. Un cavo RCA o Toslink fra streamer e amplificatore si cambia in un click. Provate a vendere però 80 metri di cavo audio tirato fuori dalle canaline magari (probabilmente) danneggiandolo. E poi, anche installare tutto il nuovo cavo è un lavoro…
Insomma, il cavo per speaker (o HDMI etc..) di grande lunghezza, deve essere scelto ed installato pensando di non doverlo mai cambiare. O almeno, non a breve!
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Problemi da superare passando i cavi in canaline

Salvo casi fortunati, per creare un impianto di diffusione musicale in casa o un impianto Home Cinema dovremo passare dei cavi lungo canaline preesistenti. Al più alcuni cavi potrebbero essere passati dietro agli zoccoletti delle pareti, scavando una piccola nicchia apposita.

In alcuni casi le canaline saranno dedicate ai cavi audiovideo, nel qual caso potremo contare su maggiore spazio e minore inquinamento elettromagnetico in vicinanza di altri “fili elettrici”. In sostanza meno rumore. Riguardo al primo punto ricordiamo che in un cavo elettrico sezione maggiore = resistenza minore = musica migliore – a parità di materiali e tecnologia costruttiva.

I più grandi problemi relativi ai cavi, in caso di installazioni custom, sono strettamente inerenti al passaggio dei cavi speaker in spazi molto ristretti. Dunque, risalendo a monte, i problemi di installazione di cavi sono dovuti a loro volta al volume o sezione del cavo e alla sua maggiore o minore rigidità.

Lo spessore nei cavi di potenza

Quasi tutti i cavi per speaker (e quelli di segnale molto lunghi come HDMI ed RCA) condividono un destino comune. Verranno alloggiati in spazi ristretti.

Dal punto di vista funzionale, della facilità di installazione, un cavo di sezione inferiore, come ad esempio un cavo da soli 4 mm di diametro totale, sarà certamente preferibile ad un cavo più grosso, che farà verosimilmente più fatica ad essere tirato e passato per passaggi angusti.

E’ anche bene ricordare che tirare in modo esagerato un cavo per speaker lo può danneggiare. Un po’ di resistenza al passaggio del cavo è accettabile, ma superare spazi troppo ristretti o curve nel muro dalle quali il cavo non riesce proprio a passare significa compromettere comunque il lavoro.

In caso di grande installazione audio video è bene scegliere il cavo tenendo bene a mente lo stato delle tubazione nelle quali il cavo andrà alloggiato. Le canaline sono dedicate? Quale è il volume libero? Chiaramente maggiore è la singola tratta – il singolo tiro di cavo fra due scatole elettriche – maggiore sarà la resistenza di scorrimento totale risultante a parità di sezione del cavo.

Prima di scegliere e passare i cavi finali fra le mura accomandiamo di fare una prova con un sondino e magari tirando prima un cavo “test” meno delicato, come un qualsiasi cavo elettrico ad alta potenza.

Potendo scegliere, a parità di materiali conduttivi ed isolanti, meglio propendere per cavi di maggiori dimensioni.

Ad esempio, nel caso della gamma Chord, uno degli specialisti globali, il cavo di alto livello OdisseyX è decisamente superiore al RumorX, pur essendo costruito con la medesima tecnica e con gli stessi materiali. Cambia solo la sezione del cavo.

A parità di sezione massima, dato ovvero un certo volume utilizzabile nei passaggi. del muro e nelle tubazioni, sarà bene scegliere un cavo di maggiore qualità possibile che rientri nel budget. Questo perché il cavo è destinato a non essere cambiato e perché ad un budget maggiore corrispondono sempre, in caso di produttore serio, un conduttore ed una musicalità (trasparenza, dettagli, soundstage, timing) migliori.

Esistono cavi molto diversi fra loro, con guaina esterna a sezione rotonda o “ellittica”. In genere la bontà dei cavi di un dato produttore varia molto anche con la loro sezione ma a parità di sezione ci possono essere varianti più o meno performanti a livello di costo diverso.

Ad esempio il più sottile cavo audio proposto da Chord per lunghe tratte è il nuovissimo LeylineX, con una sezione totale inferiore ai 4 millimetri. Nonostante le dimensioni minuscole di questo cavo le performance sono molto buone ed è pertanto indicato per canaline strette o percorsi molto lunghi laddove non passi nulla di più grosso.

…la bontà dei cavi di un dato produttore cresce con il crescere della sezione dei conduttori ma, a parità di sezione, ci possono essere varianti più o meno performanti, con costi e performance molto diverse.

Cavi bipolari e cavi quadripolari

La maggior parte dei cavi per altoparlanti è bipolare, ovvero contiene due diversi filamenti o sezioni, che andranno collegate con banane o forcelle ai morsetti di un diffusore. Esistono però anche cavi di potenza quadripolari, in grado cioè di portare quattro diversi conduttori. In questo caso i conduttori potranno essere collegati ad una coppia di diffusori. Il vantaggio dei cavi quadripolari è essenzialmente legato al volume compatto ed alla loro maggior facilità di essere passati nelle canaline. Ad esempio possono essere utilizzati per collegare due zone molto distanti fra loro utilizzando meno volume delle canaline.

Curve e morbidezza

Nessuna linea è mai davvero retta nella realtà e questo vale ancora di più per i percorsi che un cavo speaker o audiovideo deve fare. Le tubazioni annegate nel cemento da chi ha costruito l’immobile sono solitamente pensate per sottili cavi elettrici e magari sono già riempite.

Anche nelle migliori situazioni, in una installazione, un cavo audio è solitamente soggetto a diverse curve ad angolo retto. Per tale motivo, per essere passato – trascinato mediante sondino – in canaline e spazi angusti, un cavo speaker deve essere morbido. Non deve offrire troppo attrito al trascinamento e rendere così impossibile l’installazione.

Un cavo morbido è sempre desiderato dagli audiofili – e da chi passa i cavi nel muro! – ma in effetti la morbidezza spesso comporta una totale assenza di schermatura. La schermatura, ricordiamo, è (con grande semplificazione) un avvolgimento metallico che ingloba tutti i conduttori del cavo ed a volte anche i singoli conduttori stessi. Il grande pregio dei un cavo schermato è la sua insensibilità al rumore esterno, alle alte frequenze, alle onde elettromagnetiche. In pratica non sporca il segnale che passa all’interno. Il grande difetto invece è l’aumento di sezione e la maggiore rigidezza.

In breve, un cavo schermato non va d’accordo cone le canaline. Naturalmente questo non vieta di provare a passare un cavo schermato in una canalina, ma diciamo che le due cose non vanno per lo più d’accordo. Visto all’opposto, se abbiamo canaline talmente grandi da far passare cavi schermati possiamo usare di certo un cavo della stessa dimensione finale senza schermatura ma con conduttori più grossi. Come dire che la schermatura è importante, ma viene “dopo” la qualità e l’isolamento ideale dei conduttori. La schermatura è gradita e va possibilmente aggiunta in ogni cavo che non abbia vincoli di sezione… quindi un classico cavo HiFi.

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La schermatura è importante, ma viene “dopo” la qualità e l’isolamento ideale dei conduttori

Cavi per altoparlanti in sistemi multicanale

Nella scelta di cavi per impianti AudioVideo una scelta di budget intelligente consta nell’abbinare un cavo dalle prestazioni più elevate per gli altoparlanti anteriori (LCR : sinistro, destro e centrale  – i più importanti) ed uno più conveniente per le unità laterali, posteriori e Atmos. Interessante notare che i diffusori lontani dallo schermo abbisognano quasi sempre di molto più cavo per arrivare alla zona di pilotaggio. Quindi in questo modo, usando cavo meno pregiato per i diffusori più distanti, si realizza un maggior risparmio.

Molto spesso l’amplificatore di potenza è posizionato tra gli altoparlanti frontali e quindi la lunghezza dei cavi più efficaci – e costosi – non è eccessiva. Inoltre, proprio poiché i diffusori anteriori sono “là dove si svolge l’azione principale”, un buon cavo migliora davvero l’esperienza ed è quindi molto consigliato.

In un mondo ideale tutti i diffusori dovrebbero essere collegati con il medesimo cavo ma questo può risultare troppo costoso per un dato budget. Fortunatamente, esiste una gamma di cavi di altoparlanti abbastanza vasta da adattarsi a qualsiasi applicazione (e budget).

Esistono cavi con conduttori – ovvero i filamento di metallo che trasportano il segnale – dalla sezione molto ristretta, da 1.5 mm (sezione interna di ogni conduttore), da 2.5 mm, da 4 e da 6 mm… Maggiore è lo spessore meglio è, a parità di tecnologia o di famiglia di cavi.

Ad esempio un cavo OFC Norstone CL400 è migliore del CL250, ma peggiore del CL600: in queste sigle i numeri di riferiscono proporzionalmente alla sezione del conduttori di rame, 4mm, 2.5mm e 6 mm rispettivamente. Diversamente, nonostante la minor sezione, un cavo audio di potenza per installazione proposto da uno specialista HiFi come Chord può essere migliore di un classico ottimo cavo in rame senza ossigeno. Quindi, Chord OdisseyX risulta musicalmente migliore di un Norstone CL600 anche se è più sottile.

A parità di distanza fra amplificatore e diffusori, un cavo maggiore porterà maggior corrente e controllerà meglio e più musicalmente gli altoparlanti.

Parimenti, maggiore è la sezione del cavo è più distanza potremo coprire prima che il segnale si attenui troppo.

Per completare qualunque progetto si consiglia di dotarsi di buoni cavi verso gli altoparlanti. Il rischio è quello di aver speso denaro per buoni componenti senza poi sfruttarne le caratteristiche a causa di conduttori di potenza di livello troppo basso.

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Come terminare i cavi per altoparlanti

Una volta terminate le fasi di scelta dei cavi per installazione e di passaggio nelle pareti o pavimenti, si tratta di terminare i cavi prima di collegarli a altoparlanti e amplificatori. Il metodo più facile e consigliato è di terminare i cavi con delle banane. E’ molto economico e semplice. Basta dotarsi di banane – si chiamano proprio così – e infilare nell’estremità cava il cavo spellato. Dopo aver dato un po’ di torsione ai “fili spellati” dei cavi – e dopo averli magari stagnati – qualche giro di cacciavite sarà sufficiente ad avere una soluzione pratica e funzionale. Le banane andranno infilate nelle corrispettive femmine che si trovano sul retro dell’amplificazione e dei diffusori.

Volendo ottenere una connessione migliore e duratura si può chiedere l’intervento di uno specialista che possa – ad esempio nel caso dei Chord Master – fornire cavo e terminazioni (forcelle o banane) facendoli poi “fondere” assieme per un risultato stabile come se il cavo fosse stato terminato in fabbrica.

Un cavo con conduttori a maggiore sezione è migliore di uno simile con conduttori a sezione minore. 

Maggiore è la sezione dei conduttori e maggiore è la distanza che potremo coprire prima che il segnale si attenui troppo.

Conclusioni sulla scelta dei cavi per diffusori per installazione

Le valutazioni su cosa davvero scegliere in termini di migliori cavi speaker per lunghe distanze sono molte, ma riassumiamo i criteri di scelta sopra esposti in pochi punti chiave.

  1. scegliere un produttore di riferimento
  2. decidere se utilizzare un cavo unico per tutto il progetto o un cavo migliore per la zona centrale o le zone più importanti
  3. verificare quale sia le sezione massima che è possibile tirare lungo le canaline
  4. scegliere un conduttore più grande possibile, nei vincoli di “canalina” e di “budget”
  5. preferire cavi morbidi in modo da non avere intoppi durante l’installazione 
  6. scegliere un buon cavo per diffusori, ancor più in caso di tratte lunghe e sezioni ristrette o il risultato sarà povero. Ex. Chord LeylineX

Ogni installazione ed ogni budget è diverso, restiamo a disposizione per lo sviluppo progetti e preventivi su misura.

Cavi HDMI molto lunghi per installazione

Le tematiche e le problematiche descritte sin qui inerenti a considerazioni e criteri di scelta relativi a cavi per altoparlanti per lunghe distanze valgono anche per un paio di specifiche tipologie di cavi di segnale: i cavi HDMI ed i cavi coassiali per subwoofer. Entrambi sono infatti passati in canaline per molti metri.

Nel caso dei cavi HDMI in particolare, di fianco a soluzioni consumer classiche, con diverse linee di cavi terminati in lunghezze da uno a circa quindici metri, troviamo soluzioni specifiche per sale audio video e domotica. In questi casi vengono proposte bobine di cavo HDMI in fibra ottica ed in molte misure. Una caratteristica interessante in questi cavi HDMI per lunghe tratte è la terminazione, da un lato, con un micro connettore che da la possibilità di passare in canaline un cavo – HDMI – che solitamente non riesce a passare a causa della eccessiva dimensione del connettore HDMI classico. La possibilità di passare in tubazioni un connettore più piccolo risolve molti problemi di installazioni HDMI. I migliori cavi video per lunghe tratte sono probabilmente questi cavi HDMI in fibra ottica con connettori speciali.

Cavi RCA molto lunghi per subwoofer

Le distanze che a volta separano il sintoamplificatore, o l’integrato, dal subwoofer attivo posto dall’altro lato della stanza richiedono cavi speciali.

Il classico cavo per subwoofer, terminato con un singolo connettore RCA per lato, è tipicamente l’unico cavo di segnale audio che richieda grandi lunghezze, e quindi specifici accorgimenti. Essendo un cavo di segnale, è per definizione sensibile al rumore, e quindi alle interferenze. Bene quindi, sempre, acquistare un cavo schermato. Vi sono buoni cavi per subwoofer, lunghi 5, 10 o a volte 15 metri, a partire da circa 50 o 100€ (secondo lunghezze). Maggiore è la lunghezza e maggiore deve essere la qualità del cavo, pena la forte degradazione e minor affidabilità a valle del segnale trasmesso. Si raccomanda di dotarsi di cavi con un costo non inferiore ai 10 euro al metro, per dare un parametro base – con tutti i limiti del caso. Per impianti di alto livello è bene salire di molto in modo da preservare la fragile integrità del segnale musicale analogico trasmesso.

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