Diffusori Attivi
VS
Diffusori Passivi

Pro e Contro per una scelta consapevole

Diffusori Attivi Vs Diffusori Passivi, questo è il dilemma!

Diffusori Attivi vs Diffusori Passivi è una delle domande che spesso animano le discussioni più accese degli audiofili. Si son rotte amicizie per molto meno. Incuranti di tutto ciò vogliamo anche noi dire la nostra.

Siamo in un periodo storico in cui la tecnologia si evolve a livello esponenziale compiendo passi da gigante. Come cambiano le mode cambia anche il modo di ascoltare la musica. Le aziende inventano quindi nuovi strumenti per offrire alla clientela nuove esperienze d’ascolto. Le nostre abitudini invece, sono dure a morire!

Il mondo della musica di qualità vive di affinamenti e raramente vede balzi tecnologici. Ancora più raramente questa industria ricorda repentine variazioni nelle preferenze di utenti e appassionati. Quale che sia la novità, se tocca la sacra musica, meglio valutarla con le pinze!
Gli amanti della musica e degli impianti di qualità, storicamente, si sono dedicati alla creazione di lunghe catene audio fatte di altoparlanti passivi, pre-amplificatori, amplificatori finali, DAC, cavi…

Con i diffusori passivi puoi giocare come con i Lego, sono bellissimi ed a volte sono il fine ultimo. La musica è solo la scusa per provarli!

Retaggio del passato o verità assoluta?

Avvicinarsi oggi alla musica e volerla ascoltare al meglio significa anche doverne per forza capirne di Hi-Fi?

Gli audiofili e tutti gli appassionati comprendono bene l’importanza dell’accoppiamento delle diverse parti della catena che costituisce l’insieme di elettroniche ed altoparlanti che poi faremo suonare. All’interno di questa catena i diffusori sono sempre stati una chiave, forse LA chiave.

Decidere quale diffusore portare a casa è probabilmente la più importante decisione che ci si trova a dover prendere al momento dell’acquisto del sistema ed è certamente uno dei principali argomenti di discussione fra addetti ai lavori, audiofili, appassionati, amanti della musica e svariate altre categorie che si intrecciano fra loro.

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La forza di una catena si misura dal suo anello più debole

Ma oggi il diffusore acustico è ancora necessariamente un pezzo di una catena o – a volte –  può essere la catena stessa nella sua interezza?

Con la nascita e l’infinito affinamento degli altoparlanti attivi, può aver oggi senso preferire altoparlanti attivi ai più diffusi e tradizionali altoparlanti passivi – da abbinare, nel secondo caso, ad amplificatori esterni ed al resto delle elettroniche?

Innanzitutto occorre capire meglio quali siano le differenze tra questi due tipi di diffusori. C’è ancora molta confusione a riguardo. Spesso chi si avvicina alla scelta ha in mente le vecchie “casse attive” di qualche anno fa, con le quali i moderni sistemi audio integrati non hanno nulla a che spartire.

Senza voler entrare in discussioni teoriche di elettronica avanzata, chiariamo che in questa sede con il termine diffusore attivo intendiamo un diffusore “completo di tutto”, ovvero dotato al suo interno di crossover, DAC, pre-amplificazione ed amplificazione. Tipicamente poi, e sempre più, questi diffusori sono abbinati ad un’App che ne completa e facilità l’utilizzo.
Al contrario, un diffusore passivo qui è sinonimo di altoparlante classico, senza amplificazione e senza DAC. Un box di legno con soli driver e crossover, da collegare ad un amplificatore esterno, avete presente?

Se la descrizione sommaria appena fornita funge da spartiacque per la categoria, va detto in modo chiaro che oggi i diffusori attivi sono arrivati a notevoli gradi di complessità (nella sua accezione più nobile) e a vette acustiche da veri amatori.

Se ieri la “cassa attiva” da pochi euro andava bene per essere collegata al PC, oggi gli altoparlanti attivi dei quali ci occupiamo in questa analisi, dei marchi top di mercato e con la tecnologia “giusta”, non sono più semplici speaker amplificati ma stanno raggiungendo gli standard, in termini di qualità finale e raffinatezza, delle catene di elementi separati a cui si ispirano e che provano a sostituire. L’allievo ha forse già superato il maestro?

E’ quasi impossibile che acquistare amplificatore, cavi e casse per una certa cifra e ottenere un suono di livello e classe pari a quello ottenuto con lo stesso investimento in un sistema attivo integrato.

Vantaggi e Svantaggi dei Diffusori Passivi

Se possedete già dei diffusori molto probabilmente sono dei diffusori HiFi “convenzionali”: diffusori passivi collegati con dei cavi di potenza ad un amplificatore integrato. In questo caso la flessibilità dell’impianto è un evidente vantaggio. È infatti possibile cambiare il carattere dell’impianto sostituendo i soli speaker, o i cavi che li collegano, o ancora l’amplificatore.
Con un impianto tradizionale è possibile aggiornare un singolo componente del sistema ogni volta che il budget (ed il partner?) ve lo consente!

Tuttavia, i componenti separati del vostro impianto occupano molto spazio. Inoltre c’è il fattore estetico dei molti cavi di segnale e potenza cavi: non di rado si trovano aggrovigliati come una mangrovia dietro il mobile Hi-Fi e, allo stesso tempo, stesi lungo tutta la stanza per raggiungere i diffusori.

C’è poi da valutare la possibilità di interferenze nel percorso del segnale, tipica dei sistemi audio ad elementi separati. I cavi di segnale che portano la musica fra i vari componenti sono molto delicati…o molto costosi. Un fetta importante di budget in un impianto HiFi o audio in genere va allocata per dotarsi di cavi di buona qualità, sia di segnale che di potenza. I migliori progettisti trascorrono infinite notti a preoccuparsi di ridurre al minimo il rumore e le interferenze nei loro apparecchi ma le leggi della fisica portano sempre un po’ di “rumore” laddove ci sia un lungo filo che trasporta un segnale elettrico.

Quando usate diffusori passivi con lunghi cavi che attraversano la stanza gli elettrodomestici come la TV, l’amplificatore, il decoder etc generano rumore elettromagnetico che viene intercettato dai cavi dello stereo (che fungono da antenna) ed arrivano ai diffusori. L’effetto a volte è minimo ma esiste sempre ed infatti ogni buon amatore di dota sempre di cavi schermati.

Un diffusore attivo al contrario ha “tutto dentro di se” e dunque offre percorsi di segnale molto brevi e schermati al mondo esterno.

Queste, ed altre, sono alcune delle problematiche da considerare valutando l’acquisto di un sistema audio HiFi, o di buona qualità, ad elementi separati e diffusori passivi.

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Gli altoparlanti attivi, vantaggi e svantaggi

Le migliori soluzioni di diffusori attivi oggi contano su crossover elettronici attivi prima degli amplificatori. Amplificatori dedicati in classe A/B (oppure in classe D, secondo le dimensioni disponibili) per ogni singolo driver. Ogni canale ha una specifica protezione e ci sono potenti e raffinati controlli per ogni elemento attivo e mobile.

Sempre più persone concordano sul fatto che un sistema di altoparlanti attivi abbia alcuni vantaggi rispetto a un sistema passivo. Questi vantaggi, nel loro insieme, sono dovuti al fatto che tutti i componenti, dal crossover agli amplificatori, dai driver al cabinet sono fabbricati da principio l’uno per l’altro. In tal modo la spesa affrontata, euro su euro, è tutta fruibile dall’utente e nessun abbinamento di elementi passivi può arrivare al suono di un sistema attivo, a parità di spesa. Qui è necessario essere chiari. E’ quasi impossibile che acquistare amplificatore, cavi e casse per una certa cifra e ottenere un suono di livello e classe pari a quello ottenuto con lo stesso investimento in un sistema attivo integrato. Questo perché, ancora, in quest’ultimo ogni componente ha il solo compito di sposarsi ai pochi componenti intorno mentre in una soluzione classica ogni diffusore deve ben suonare con una varietà di cavi e amplificatori …e viceversa. Un componente in un sistema classico deve sempre essere estremamente versatile e tollerante. In un sistema attivo un componente può fare solo una cosa. Ma alla perfezione.

In definitiva, Diffusori Attivi o Passivi?

La miglior risposta che possiamo dare, anche se può sembrare brutale (ma sincera) è che tutto dipende dal budget e dalle specifiche esigenze. In due parole la risposta secca è: se siete degli audiofili assoluti, hobbisti dell’ HiFi, i diffusori attivi wireless o simili non sono per voi. Vi toglierebbero il gusto di fare e di disfare mille sistemi a vostro piacimento. Perché il vostro godimento non sta nell’arrivo ma nel percorso, nel provare e confrontare e riprovare ancora. Se invece siete dei fruitori di musica la risposta è che i nuovi sistemi audio digitali possono essere la miglior scelta per ascoltare la musica.

A seguire alcune delle più condivise opinioni in merito, che possono essere una prima guida per decidere se per voi siano meglio i diffusori attivi o passivi.

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Gli altoparlanti attivi sono senza dubbio il nuovo che avanza, plug and play. Attacchi la spina, fai partire l’App e ascolti 50 milioni di canzoni con una qualità ed una facilità che lascia senza parole

PRO: Vasta gamma di sorgenti

Il bello dei diffusori attivi è che sono intrinsecamente moderni e quindi supportano nativamente una ampia selezione di sorgenti. Anzi, supportano direttamente quelle che sono le sorgenti ormai più importanti: le varie piattaforme di streaming musicale. In questo caso la distanza che separa i nuovi speaker attivi e le vecchie casse amplificate è evidente. I nuovi sistemi sono, oltre che attivi, integrati in rete, wireless , dotati di Streamer  e di DAC integrati! 

Variabilmente, questi moderni sistemi o diffusori acustici attivi offrono connessioni Bluetooth AptX, ingressi di rete cablati e Wireless, si possono collegare a NAS, consentono streaming dai servizi come Spotify, Tidal, Qobuz etc… Hanno connessioni cablate digitali, analogiche, ed a volte accessori detti “bridge”con ulteriori ingressi che fungono da “scatole di rimando” da vari apparecchi direttamente verso i diffusori stessi.

Gli altoparlanti attivi di alto livello poi – e con questo rendiamo chiaro il livello qualitativo cui sono giunti – sono di regola utilizzati negli studi di registrazione professionali. Non sono gli stessi venduti nel mercato Consumer, ma parliamo di linee molto simili – ad esempio nel mondi di Dynaudio. E se il tuo cantante preferito registra i suoi pezzi usando un altoparlante attivo forse puoi fidarti anche tu, o no?

PRO: Componenti Ottimizzati

All’interno del cabinet degli altoparlanti attivi tutto è ottimizzato quindi non dovete cercare – provando e riprovando – altri componenti, solitamente di altri marchi, che ben si comportino se collegati ai pezzi che avete già nell’impianto.

Ogni speaker – e spesso ogni driver – nei diffusori attivi ha il proprio amplificatore, studiato da zero per dare il massimo esattamente e solo con i componenti a cui è associato. Tutti i componenti sono testati e perfezionati, il loro insieme è intrinsecamente ottimizzato e non è sostanzialmente possibile un ulteriore avanzamento di performance: nessun compromesso qui dunque. Potendo spendere una certa cifra, cercando il massimo rapporto qualità prezzo, non c’è modo di comprare un sistema più ottimizzato di questi.

PRO: Amplificazione dedicata e integrata

A differenza dei diffusori passivi, gli attivi non hanno bisogno di un amplificatore esterno. L’amplificazione è incorporata. In effetti, i veri diffusori attivi, come ad esempio le gamme Dynaudio Xeo e Dynaudio Focus XD o i prodotti Kef LS50 Wireless e le Kef LSX, dispongono di uno o più amplificatori dedicati per ciascun altoparlante. Tutto ciò che serve è una fonte da cui ascoltare la musica ed una spina al muro per ogni altoparlante! I livelli di potenza raggiunti sono poi molto elevati, in rapporto al costo ed alla dimensione dei diffusori, proprio perché tutto è ottimizzato. Un effetto collaterale positivo dell’assenza di elettroniche esterne è la pulizia dell’insieme: niente cavi (quasi) e niente scatolotti neri per la casa o la sala.

PRO: Compattezza dell’impianto

Un altro vantaggio dei diffusori attivi, accennato qui sopra, è dato dal fatto di consentire un sistema più ordinato, minimale, pulito, soprattutto se decidete di utilizzare i diffusori in modalità wireless: tutto ciò che serve sono due cavi di alimentazione. Nel classico sistema audio a elementi separati ed altoparlanti passivi c’è il problema (o il godimento per un audiofilo, nella ricerca e prova costante) dell’abbinamento dei componenti: potreste spendere anni e migliaia di euro (alla volta) a modificare la combinazione di amplificatore, sorgente, DAC (convertitore digitale-analogico, vedete qui come funziona), cavi degli altoparlanti, interconnessioni e altro. Nel caso degli speaker attivi tutto questo lavoro è già stato fatto per voi. Ogni componente è ottimizzato per gli altri e in funzione del livello di prezzo finale. Certo, non potrete cambiare i pezzi degli altoparlanti una volta acquistati… è il rovescio della medaglia. Ma qualcuno di voi ha mai voluto cambiare lo schermo del TV? Ecco appunto…

PRO: Basse Interferenze

Nei diffusori attivi, poiché gli amplificatori e i driver sono così vicini, c’è meno, molto meno cablaggio interno. Meno collegamenti significano meno possibilità di interferenze. Inoltre, grazie all’elaborazione avanzata del segnale digitale di bordo grazie ai DSP (Digital Signal Processing unit) interni, in ultima analisi, vi è anche una maggior possibilità di compensare ciò che, eventualmente, viene a disturbare la purezza del segnale lungo il suo percorso.
Ancora: nei diffusori attivi il segnale può rimanere in forma digitale più a lungo poiché viene convertito in analogico all’ultimo momento possibile, poco prima che venga emesso come suono fisico. Ciò significa ascoltare un audio generato e gestito in un percorso molto breve, quasi interamente nel dominio digitale e quindi, in fin dei conti, estremamente chiaro e intrinsecamente scevro da disturbi.

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Con un sistema di altoparlanti attivi HiFi tutto ciò che serve è un cavo di alimentazione e uno Smartphone (o un tablet)

CONTRO: Sistema Blindato ...ma in evoluzione!

Con i sistemi attivi ciò che possiedi oggi è, in qualche modo, invariabile. Dal punto di vista Hardware, non è possibile aggiornare o modificare l’amplificazione come si può invece con diffusori passivi. O tenere l’amplificazione cambiando i diffusori. L’unica soluzione in questo senso è passare ad un sistema superiore. Certo, è spesso possibile aggiungere un subwoofer attivo al sistema, e vi sono aggiornamenti di App e firmware che portano nuove funzionalità e servizi, …ma il prodotto resta quello.

Quanto scritto nelle ultime righe d’altro canto è sbagliato. Se l’Hardware, se i componenti fisici restano invariati l’affinamento del firmware, del software e delle App può stravolgere l’esperienza d’uso. Il medesimo sistema attivo può evolvere per prestazioni e fruibilità sino a fare impallidire le sue precedenti versioni.  L’abbiamo già visto succedere, succederà spesso. Esperti internazionali dopo aver provato le stesse macchine a due o tre anni di distanza hanno concluso “a total different animal“. Cioè, il sistema attivo provato, con un software nuovo è diventato un animale completamente diverso.

Spesso nel tempo mutate esigenze di ascolto possono portare a cambiare sistema e chi ha passato anni con un set attivo può migrare verso un nuovo sistema classico a componenti separati. E’ una forma di possibile evoluzione, …un po’ come può succedere per un’auto. Anche in questi casi il primo sistema attivo resta una ottima scelta che è riuscita ad ottimizzare costo e prestazioni, portando una completa esperienza di fruizione, e che a un certo punto ha raggiunto i propri limiti naturali al maturare dei gusti dell’utilizzatore.

Quindi, i sistemi attivi possono anche fungere da ponte verso chi si interessa alla buona o ottima musica.

Pro: Costo inferiore

Se ne è accennato più sopra, ma vediamo meglio. I diffusori attivi sono apparentemente più costosi dei loro cugini passivi poiché contengono un elevato numero di componenti aggiuntivi al loro interno. In sostanza, come abbiamo evidenziato sino ad ora, questi altoparlanti attivi sono in effetti l’unione di diversi sottosistemi complessi. Con un sistema di diffusori passivi comprate solamente i due diffusori, con una coppia stereo attiva comprate un intero sistema. In qualche modo, comparare il prezzo dei sistemi attivi e passivi è un controsenso, perché è come confrontare Kg e gradi centigradi: sono sistemi completamente diversi ed il prezzo è frutto di infinite differenze. Al più, se vogliamo fare un esercizio di puro “costo”, il prezzo di un set di diffusori attivi va confrontato con il costo “di mercato” della somma de componenti che servono per usare le stesse sorgenti sonore.

E’ possibile acquistare una coppia di classiche casse passive e abbinarle ad un amplificatore ed lettore cd molto economici. Al contrario è possibile creare una piccola catena con le stesse casse unite ad elettroniche molto più performanti e sofisticate. Quale è il prezzo di “un sistema classico a componenti separati” quindi? il più economico? il più caro possibile? Qui la forchetta diverge e ogni confronto perde progressivamente di peso e significato.

Resta interessante l’analisi di due aspetti che vanno a cogliere almeno il “senso” della ricerca della verità, relativa alla convenienza o meno di un sistema rispetto ad un altro.

Primo.

Cercare di confrontare estremi molto lontani non ha senso. Abbinare diffusori da mille euro ad un amplificatore da ventimila euro non ha senso. Quindi, la misura del nostro confronto andrà fatta in seno ad una gamma di componenti dal costo e quindi anche dalle prestazioni comparabili e compatibili con quello dei dispositivi in analisi.

Secondo.

Emerge abbastanza distintamente che effettuando un confronto prezzo prestazioni nello spirito esposto nelle ultime righe, cercando quindi “concretezza”, la sostanziale totalità di confronti fra sistemi passivi ed attivi vede vincere, a parità di qualità del suono e di prezzo, quelli attivi. Se costano uguali suona meglio l’attivo e se suona meglio il passivo deve costare parecchio di più o è molto meno versatile.

I motivi sono molteplici, ma quello dominante è che in un sistema di diffusori attivi di buon livello tutti i componenti interni sono stati ottimizzati per la massima resa con la minima spesa. E vale per i sistemi di fascia bassa come quelli top. Questo principio vale anche per i dispositivi separati, uno per uno, ma la differenza è che nel primo caso tutto è stato ottimizzato a monta, dalla stessa “testa”, dalla stessa azienda, mentre nel secondo caso ogni marchio ha dovuto pensare alla funzionalità del proprio sottosistema, lo specifico apparecchio, in funzione dell’enorme numero di variabili dei possibili accoppiamenti futuri. Un ottimo amplificatore integrato andrà bene con un grande numero di diffusori. L’amplificatore integrato in un diffusore attivo è perfetto ed è nato per lavorare al meglio possibile solo con lo specifico crossover, gli specifici litraggi, lo specifico DSP dell’altoparlante per cui è nato. Quindi, i sistemi attivi sono intrinsecamente ottimizzati e calibrati per ottenere, grammo su grammo ed euro su euro, la massima resa nel sistema che davvero ascolterete. Fatto laterale aggiuntivo: un sistema attivo risparmia un enorme numero di componenti e chassis, scatole, telecomandi, cavi…  Tutto fa si che si spenda meno, anche molto meno, per portarsi a casa un nuovo impianto.

Può essere utile, per capire la differenza, visionare il famoso spot di Kef con protagoniste le LS50 Wireless.

Cosa si vede? Si vede un mega sistema audio con molti componenti, come spesso se ne vedono negli impianti di alta classe e costo estremo, racchiusi ed ottimizzati nelle LS50 Wireless. Certo, qualche compromesso ci deve essere, ma preme ricordare che “quello che una volta richiedeva una stanza piena di computer oggi viene gestito da un cellulare“.

La massa di circuiti separati racchiusi in pre-amplificatori, amplificatori finali, streamer e DAC è sostituibile da un unico circuito governato da un software ottimizzato, per definizione. Questo è quello che, in un’immagine, fanno gli altoparlanti attivi: sostituiscono le cascate di elementi, mantenendone premesse, promesse e gusto per la musica.

In un sistema di diffusori attivi di buon livello tutti i componenti interni sono stati ottimizzati per la massima resa con la minima spesa

Pro: Confronto dotazione Speaker attivi e passivi

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Un set di diffusori HiFi attivo può comprendere:

  • Driver diffusori
  • Crossover
  • Amplificatori integrati, eventualmente anche uno per ogni driver
  • DAC; a volte anche uno per speaker
  • Streamer di rete
  • App
  • Telecomando
  • Cablaggi

Un set di diffusori HiFi passivo comprende:

  • Driver diffusori
  • Crossover

Con un Set di diffusori passivi dobbiamo dotarci di:

  • Amplificatori integrati
  • DAC
  • Streamer di rete
  • (App)
  • (Telecomando)
  • Cablaggi

Andiamo alle Conclusioni

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Tutto questo porta ad un’unica conclusione: nella diatriba Diffusori Attivi Vs Diffusori Passivi non ci sono scelte migliori in assoluto, ma solo nostre – e vostre- preferenze e soluzioni che assecondano o meno tali inclinazioni. Il limite esistente è che ancora oggi se volete un sistema di classe estrema, i componenti separati sono d’obbligo. Non esistono sistemi di diffusori attivi da 50 mila euro o più, mentre esistono, anche se forse non lo sapete e non potete crederci (!?) moltissimi amplificatori e diffusori che da soli superano, e anche di molto tali cifre.
Al contrario, al livello terreno dove gli umani lavorano e vivono, vi sono ormai molte proposte per sistemi audio completi del valore di migliaia di euro che ben sostituiscono le più classiche controparti a elementi. Anzi, in questi casi a parità di qualità d’ascolto e di versatilità del sistema, i nuovi mondi “attivi” sono molto più convenienti di qualsiasi alternativa.

Se state pensando di acquistare un sistema attivo del valore di 2000 euro e magari c’è invece un bel paio di diffusori passivi da 1000€ che vi attirano, state certi che non vi basteranno gli altri mille che avete ancora in tasca per prendere amplificatore, dac, cavi etc. O, se ve li fate bastare, tutto sarà meno smart e difficilmente suonerà così bene. Perché nei sistemi attivi ogni cosa è ottimizzata e il costo a parità di funzioni, di qualità di suono è inferiore al caso dei “pezzi” separati.

Possiamo dunque concludere dicendo che attivo è meglio? No. Non in assoluto, dipende dalle vostre preferenze, da quello che già avete, dallo spazio e dal tempo a disposizione, dal livello “assoluto” di performance che volete raggiungere. È chiaro che se partite da zero e dovete fare un sistema, che dovrà essere buono o molto buono ma non estremo, di certo dovreste valutare molto attentamente i nuovi sistemi di diffusori attivi.

Consigliamo di preferire altoparlanti attivi se…

  • volete un sistema senza complicazioni
  • volete vedere pochi cavi per casa
  • non avete voglia di armeggiare con amplificatori esterni
  • non potete definirvi esperti di altoparlanti ed elettroniche audio
  • ascoltate molta musica digitale, specialmente nei formati ad alta risoluzione
  • siete utilizzatori di servizi di streaming
  • avete uno spazio limitato per i componenti separati
  • volete una installazione esteticamente minimale
  • arrivate a casa e vi buttate sul divano con smartphone e tablet
  • avete poco tempo
  • avete un budget definito

I diffusori HiFi passivi sono consigliati se…

  • prevedete esigenze di utilizzo molto diverse a breve termine
  • siete hobbisti dell’HiFi e volete provare nel tempo le tante combinazioni di diversi diffusori con diverse elettroniche, cavi, componenti ed accessori
  • avete già investito molto nel resto del vostro impianto HiFi classico
  • avete un budget importante e potete comprare diversi apparecchi separati di alto livello
  • volete un diffusore di fascia altissima
  • amate dedicare moltissimo tempo all’ascolto della musica ed avete una stanza dedicata
  • volete selezionare una catena audio un pezzo alla volta
  • siete puristi dell’analogico
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