Epos K1 – K2 – K3 Unboxing e primo sguardo

    Scopriamo la linea K della Epos

    Quando si acquista un prodotto di qualità e di un certo “peso economico” le aspettative sono molte. Ci si aspetta quindi cura e precisione anche nell’imballaggio. Spesso dalla cura dei dettagli “secondari” si possono capire molte. Oggi quindi parliamo di packaging, soddisfazione d’acquisto e prime impressione all’apertura della linea Epos K.

    EPOS K1 – Diffusore da Scaffale
    Partiamo con la nostra carrellata dal modello compatto EPOS K1, diffusore da scaffale, o, volendo sfruttare l’occasione per un “consiglio per gli acquisti”, diffusore da stand (Norstone…for example!).
    La coppia di diffusori K1 si presenta in un imballo unico, tipico per questo “taglia” di prodotto. Grazie al peso, non eccessivo, trasportare – movimentare l’imballo risulta facile e non impegnativo.

    Aperta la scatola, si nota subito la qualità e cura dell’imballo che riveste il prezioso contenuto con un sistema di assorbimento molto efficace e soprattutto riutilizzabile. Tolto il “cappello”, le due piccole K1 si presentano protette a loro volta da una cuffia in stoffa. Questa protezione risulta molto utile (presente in tutta la linea Epos K) per ricoprire il diffusore se, per un qualunque motivo, non lo si utilizza per lungo tempo proteggendolo ad esempio dalla polvere o da urti accidentali.

    L’interno del box contiene il manuale di istruzioni, utile guida sul posizionamento, ed i pratici “gommini” da posizionare sotto il diffusore a protezione della base. Ques’ultimi ottimali anche per garantire una maggiore stabilità su superfici lisce e stand.

    EPOS K2/K3 – Diffusori da Pavimento
    Nell’analisi del tipo di imballo possiamo accorpare assieme i due modelli maggiori (Epos K2 ed Epos K3) essendo imballate con lo stesso identico criterio.
    Al fine di velocizzare ed agevolare le operazioni di installazione su ogni imballo è ben evidenziata il lato da aprire. 

    I diffusori sono imballati singolarmente. Tale soluzione permette di movimentarli senza problemi anche da soli, uno alla volta. Aperto l’imballo, lo giriamo “sotto-sopra” e sfiliamo il cartone. Come per la K1 anche le sorelle maggiori sono ben “avvolte” da sistemi antiurto.

    Per semplificare le operazioni abbiamo capovolto il diffusore sottosopra. Tale operazione è intuitiva in quanto la protezione del top è unica mentre quella della base è divisa in due parti facilmente individuabili e rimovibili. Sulla protezione della base trova posto la dotazione degli accessori: Punte e Sotto-punte. Da notare la qualità delle 4 punte (e delle relative sotto-punte) in acciaio e dalle dimensioni generose. Questi piccoli ma utilissimi accessori regalano al diffusore la massima stabilità ed allo stesso tempo lo isolano dal pavimento per una resa naturale e senza dispersione di energia.

    Grazie alla posizione rovesciata, sarà semplice e veloce (nonché sicuro) installare le punte negli appositi inserti nella base.
    Una volta inserite e ben serrate le spikes, possiamo rovesciare il diffusore poggiandolo con cura sul pavimento.
    A questo punto il gioco è fatto. Non resta che posizionare i diffusori nella posizione di destinazione, tenendo presenti le buone regole di distanza dalle pareti ed orientamento verso il punto di ascolto.

    Qualche utile consiglio…
    È buona norma, prendersi il giusto tempo per ottimizzare il risultato.
    Primo passo il rodaggio: come ogni componente del sistema audio, soprattutto gli altoparlanti necessitano di un periodo di lavoro iniziale. Molti fattori, soprattutto meccanici, devono “assestarsi” prima di poter esprimere il massimo. I collanti o i materiali elastici come la sospensione in gomma del cono, il centratore, la flessibilità dei cavi nonché le componenti elettriche del crossover devono, esattamente come il motore di un’autovettura, trovare il proprio punto ottimale di lavoro.

    Con i diffusori EPOS, possiamo affermare che circa 30 – 50 ore di lavoro sono sufficienti per ottenere un netto miglioramento rispetto alla “prima accensione”.

    Nel mentre, la messa a punto in termini di posizionamento, passa attraverso prove di allontanamento – avvicinamento alle pareti ed orientamento più o meno pronunciato verso il punto di ascolto preferenziale tecnicamente denominato “hot spot”. Come per tutte le “catene” (dove l’ambiente di ascolto è un anello molto importante), solo con pazienza, passione e varie prove si può ottenere il miglior risultato.

    Non ci resta che sederci comodamente sul nostro divano, abbassare le luci ed alzare il volume.
    Buona Musica con EPOS!

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