Il posizionamento del subwoofer in appartamento

Per gli appassionati di musica e cinema che vivono in appartamento o in contesti condominiali, la sfida di conciliare l’esperienza immersiva di un impianto audio di qualità con la quiete dei propri vicini è una realtà quotidiana. Sebbene la soluzione perfetta non esista, è possibile adottare diverse strategie per minimizzare i disagi e, allo stesso tempo, ottimizzare le prestazioni del proprio sistema.

Scopriamo assieme tutte le “best practices” per un corretto posizionamento del subwoofer in appartamento.

Calibrazione accurata: il primo passo per un suono armonioso

Un elemento fondamentale per un ascolto ottimale e rispettoso dei vicini è la corretta calibrazione del volume. Se il subwoofer è percepibile come un componente audio distinto, significa che la sua posizione o i livelli di impostazione non sono adeguati. Bilanciando accuratamente il sub si ottiene un suono complessivo più equilibrato e si riduce la dispersione di energia verso le abitazioni vicine.

Per la musica e i film, l’obiettivo è evitare che il subwoofer sia un elemento dominante del sistema. L’ideale è percepire la sua presenza in modo omogeneo e discreto, senza che diventi un punto focale dell’ascolto. Per impostare correttamente i volumi, si consiglia di iniziare con il sub al minimo e di aumentarlo gradualmente fino a percepirne la presenza. A quel punto, abbassare leggermente il volume fino a ottenere una diffusione uniforme dei bassi nella stanza, senza un’origine nettamente individuabile. In questo modo, il subwoofer assume una caratteristica “omnidirezionale”.

Posizionamento strategico: un gioco di equilibrio

La maggior parte dei subwoofer moderni offre opzioni di regolazione per il posizionamento in prossimità di confini, come angoli, pareti solide o interne, o addirittura all’interno di mobili. Queste impostazioni permettono di scegliere la posizione più adatta sia esteticamente che acusticamente, effettuando automaticamente i necessari aggiustamenti alla curva di risposta in base al posizionamento.

Una volta individuata la posizione ottimale che massimizza l’integrazione con gli altoparlanti principali/surround (garantendo bassi uniformi, precisi, chiari e con una buona presenza) in relazione alla posizione di ascolto principale, è possibile dedicarsi a un ascolto critico di brani musicali o film noti per definire la destinazione finale del subwoofer. Potrebbero essere necessarie piccole regolazioni per perfezionare ulteriormente le prestazioni.

Pavimenti e acustica: un ruolo fondamentale

La natura del pavimento gioca un ruolo determinante nella gestione dei bassi. Pavimenti in legno o piastrellati, a causa della loro natura riflettente, tendono ad amplificare le frequenze più basse all’interno dell’ambiente. In questi casi, l’utilizzo di assorbitori/trappole per bassi può rivelarsi utile per mitigare l’eccessiva riflessione.

Un ambiente acusticamente ottimale, caratterizzato da pavimenti in moquette o tende pesanti, favorisce il contenimento dell’energia dei bassi all’interno della stanza, facilitando il controllo e l’adattamento del suono allo spazio specifico. Inoltre, questo approccio contribuisce a ridurre la dispersione di energia verso le stanze adiacenti.

Soluzioni per le vibrazioni: quando il basso scende in profondità

I subwoofer down-firing, che trasferiscono l’energia direttamente verso il pavimento sottostante, possono causare vibrazioni fastidiose, soprattutto a frequenze di crossover elevate. Esistono dispositivi progettati per mitigare questo effetto. Piattaforme isolanti possono aiutare a trattenere l’energia dei bassi all’interno del subwoofer, minimizzando l’impatto sulla risposta acustica in ambiente.

Leader indiscusso di queste soluzioni è sicuramente IsoAcoustics che fornisce piattaforme isolanti per subwoofer ma anche per diffusori, elettroniche e giradischi.

Se il trasferimento di vibrazioni rappresenta un problema significativo, è consigliabile optare per un subwoofer front-firing o side-firing, che direziona le onde sonore verso lo spazio e non direttamente verso il pavimento.

Subwoofer multipli: un’armonia di bassi

In ambienti di dimensioni medio-grandi, l’utilizzo di subwoofer multipli di piccole dimensioni può rivelarsi più efficace rispetto a un singolo subwoofer di grandi dimensioni. La distribuzione strategica dei subwoofer in posizioni opposte (ad esempio, uno anteriore e uno posteriore, o due laterali), in base alle caratteristiche specifiche dell’ambiente, contribuisce a uniformare le onde sonore e a ridurre eventuali “punti morti” tipici delle configurazioni con un solo subwoofer.

Impossibile in questo caso non citare il KEF KC62 che risponde perfettamente alle esigenze fin qui espresse.

Inoltre, questo approccio permette di ottenere un’armonia di bassi più equilibrata a un volume complessivo inferiore rispetto a un singolo subwoofer di grandi dimensioni.

Conclusione

Conciliare la passione per l’alta fedeltà con la vita in appartamento o condominio richiede un approccio attento e rispettoso. Le strategie e i consigli presentati in questo articolo offrono una guida utile per ottimizzare le prestazioni del proprio impianto audio, minimizzando al contempo i disagi per i vicini.

Fonte: KEF

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