Prova Amplificatore Integrato HEGEL H360 : Andrea, Milano

    Un privato ci racconta le sue impressione dell’Hegel H360

    Un nostro cliente, Andrea di Milano, ci ha inviato le sue impressioni sull’amplificatore integrato Hegel H360. A seguire le sue considerazioni… 

    “Da un po’ di tempo, un certo nervosismo prevaleva sull’ascolto musicale del mio impianto, dove cercavo, con diversi tentativi, di trovare la quadra.

    Si tratta di un setup stereofonico inserito nel contesto di un un impianto multicanale,  in una saletta dedicata e trattata di circa 30 mq. 

    Di seguito i componenti dell’impianto:

    • per il 5.1: lettore, pre e finali  Primare
    • per il 2.0: pre Mcintosh C2300, coppia finali monofonici Mcintosh MC501
    • Diffusori: Sonus Faber Elipsa, Auditor Elipsa, Cremona, Velodyne DD12
    • Amplificatore Integrato Hegel H360

    Nonostante il trattamento acustico passivo, l’abbinamento Sonus – McIntosh è sempre stato eccessivamente “gonfio” in bassa frequenza, nonostante l’indubbia musicalità, ma la resa sonora non dava nè impatto nè emozione.

    Abbinando, inizialmente,  i finali 501 al pre multicanale Primare la situazione già cambiava in meglio, ma solo dopo aver inserito – su suggerimento e consiglio caldeggiato fortemente dall’amico Peppino Campanale, che ritengo prima una persona dall’ottimo intuito musicale e poi un bravo negoziante – un HEGEL H360 nel mio ambiente d’ascolto, il risultato è stato sorprendente, tanto che ho potuto riconsiderare il posizionamento delle Elipsa, costrette, causa forza maggiore, a suonare in una posizione non ottimale per far sì che si limitasse l’emissione in bassa frequenza: lunga, gonfia, innaturale e fastidiosamente nervosa!

    Non ho mai sentito, nelle varie mostre e/o dimostrazioni, le Sonus Faber rendere così piacevole l’ascolto, visto il settaggio Mcintosh/Sonus Faber.

    Il controllo dei woofer da 26 cm da parte dell’H360 è probabilmente ciò che fa la differenza: bassi precisi e frenati, ma senza rinunciare ad un solo dettaglio. 

    L’erogazione di corrente è tale che non ho mai sorpreso l’amplificatore integrato Hegel norvegese in minima difficoltà, concedendomi ascolti a volumi da denuncia penale con un impatto emotivo notevolissimo, brividi!!!

    Una volta spostati i diffusori in una posizione più consona (prima impossibile), l’ascolto ha rivelato una precisione chirurgica nel restituire il corretto posizionamento di strumenti e voci nel palcoscenico virtuale, riportandomi finalmente al vero significato dell’hi-fi: alta fedeltà rispetto all’evento dal vivo.


    Per gli ascolti ho utilizzato prevalentemente l’ingresso bilanciato, che consiglio vivamente se si dispone di una sorgente adeguata. L’ho trovato davvero di altissimo livello, anche se resta un po’ di amaro in bocca per il fatto che è l’unico – una seconda coppia di connettori xlr avrebbe certamente fatto comodo.

    La flessibilità di questo apparecchio lo rende poi un dispositivo davvero moderno: dac interno, compatibilità con AirPlay di Apple (di una semplicità disarmante l’accoppiamento dei device!), porta ethernet per gestire la propria discoteca liquida archiviata su pc o su nas…

    Io per primo negli ultimi anni li avevo snobbati, nella mia ricerca del Santo Graal dell’alta fedeltà, ma credo che, grazie a HEGEL, gli amplificatori integrati torneranno prepotentemente di moda!”