Giradischi: Guida per capire e sceglierlo

Come scegliere un lettore di vinili

Giradischi e Vinili: slow tasty life

Ci addentriamo qui nel mondo del giradischi, delle testine, dei vinili, della musica Analogica con la A maiuscola. Nei paragrafi seguenti potete trovare le più attuali proposte ed una completa panoramica di giradischi in diverse fasce di prezzo per chi fosse interessato all’acquisto.

Per chi invece desideri approfondire la breve storia dei lettori di vinili o le principali caratteristiche a cui prestare attenzione prima di acquistare un nuovo giradischi, nei paragrafi successivi troverà ciò che cerca. Analizzeremo in dettaglio le peculiarità dei diversi modelli di giradischi, esplodendo il funzionamento di base, motore, piatto, braccio e testina. Infine daremo visibilità delle più recenti innovazioni che possono caratterizzare un moderno mangia vinili: amplificazione Riaa, funzionalità Bluetooth, ripping (salvataggio su file) del dischi.

Cosa hanno in comune il buon cibo, un ottimo vino, una poltrona comoda,
una bella canzone?
La qualità della vita, il concetto di slow life, il bello di godersi il proprio tempo.
Il giradischi consacra tutto questo avvicinandoci all’Arte della Musica come ogni artista vorrebbe

Chi invece non desidera avere troppe basi teoriche e cerca slo una veloce proposta, trova subito qui a seguire un guida all’acquisto con una proposta di giradischi suddivisi in fasce di prestazioni e prezzo. Da un lato una serie di giradischi perfetti per neofiti e per ascoltatori saltuari, declinabili in diversi colori, dotati di pre-amplificazione o meno, di porta USB per ripping o meno. Dall’altra dei giradischi raffinati studiati per appassionati ed intenditori.

Giradischi convenienti di buon livello

Da molti anni il vinile è tornato di moda e sta di fatto rivivendo una piena seconda giovinezza. Chi si ritrova collezioni di amici o genitori, chi si avvicina per curiosità, chi ne fa una passione e inizia a collezionare edizioni speciali…

Il modo migliore di avvicinarsi all’ascolto è acquistare una macchina moderna bella e ben funzionante, un giradischi efficace e semplice nella gestione. Per rispondere a queste esigenze Elipson offre due diverse famiglie di giradischi, Chroma 200 e Chroma 400, già dotati di testina Ortofon e pronti per l’ascolto.

Entrambi i modelli sono disponibili in tre colori e in tre versioni: senza pre amplificatore, con pre amplificatore Riaa oppure addirittura con modulo Riaa, Bluetooth e USB ripping. I modelli Chroma sono poi ulteriormente declinati nella versione top Carbon, con testina di qualità superiore e finitura di base e braccetto in carbonio.

I giradischi Chroma sono una novità di Agosto 2020, vengono realizzati a mano in Francia, sono dotati di motore stabile, alzabraccio e testina Ortofon 10 (o migliore nelle versioni speciali Carbon).

  • Elipson Chroma 200 – Giradischi per vinili


    A partire da: 319,00
  • Elipson Chroma 400 – Giradischi laccato per vinili


    A partire da: 419,00
Giradischi e Testine HiFi

A chi non si accontenta, a chi capisce e ama la musica, HIFIGHT propone MoFi, una gamma di giradischi creati dalle stesse persone che da decine di anni creano le più preziose stampe di vinili. Il giradischi di chi crea i dischi, prestazioni di alto livello frutto di collaborazioni con i miglior talenti internazionali ed il più alto rapporto qualità prezzo possibile.

I giradischi per audiofili proposti da MoFi sono di alto o altissimo livello e possono essere scelti con o senza testina montata. MoFi raccomanda le propria testine MM (moving magnet) – tre modelli interamente realizzati in Giappone – perfette in unione al resto delle strutture ingegnerizzate dal noto produttore americano Mobile Fidelity.

A chi fosse dotato di amplificatore integrato senza modulo pre-phono e desiderasse la qualità audio senza compromessi di MoFi, vengono proposti fra i migliori moduli esterni pre-phono – con o senza uscita cuffia – al mondo.

  • MoFi StudioDeck – giradischi di alto livello


    A partire da: 1.459,00
  • MoFi StudioDeck Foundation – Giradischi HiFi


    A partire da: 1.249,00
  • MoFi UltraDeck – giradischi ultra performante


    A partire da: 2.299,00
Storia e dissezione del Giradischi

Giradischi e Vinili? Un pizzico di storia

La storia del giradischi vede i primi approcci già a fine ‘800 con la realizzazione del FONOGRAFO da parte di Edison, che ha di fatto posto le basi per la sua evoluzione fino al giradischi, attraverso l’utilizzo di supporti cilindrici per la registrazione. Il giradischi entra nel mondo della riproduzione musicale con l’utilizzo del disco con il GRAMMOFONO a ridosso del ‘900 con la realizzazione da parte di Berliner del supporto a forma di disco appunto. Ebbene si, il Grammofono di fatto è il nonno del giradischi. Questo primo step nello sviluppo della riproduzione musicale legata ad un supporto fisico a forma di disco di li a poco avrebbe raggiunto l’aspetto commerciale che ha dato il via alla diffusione della musica riprodotta come noi la conosciamo.

Senza entrare nella descrizione del Grammofono, possiamo definirlo quale sistema meccanico puro (senza l’ausilio della corrente elettrica né circuiti elettronici) che grazie alla rotazione (a velocità costante grazie ad un sistema a molla) di un disco realizzato in GOMMALACCA, permetteva una amplificazione del segnale inciso adeguata all’ascolto in ambiente. La tromba acustica, dava voce e volume alle vibrazioni raccolte dalla “puntina” (un vero e proprio chiodo agli inizi, atto a leggere i macrosolchi).

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Da quegli anni di tempo ne è passato ma agli inizi degli anni 50 l’industria della riproduzione musicale ha sviluppato e commercializzato sistemi molto più raffinati e performanti per riprodurre musica grazie alla introduzione del VINILE per la realizzazione dei dischi incisi con il MICROSOLCO. L’introduzione e diffusione della stereofonia poi negli anni 50, ha avviato un processo di affinamento nella riproduzione musicale che ha visto coinvolti sia le tecniche di registrazione che quelle appunto di riproduzione / fruizione delle registrazioni in ambito domestico. La definizione di Alta Fedeltà ha poi regolato quelli che sono gli standard per la filiera di produzione e riproduzione musicale.

Cos’è un giradischi?

Il giradischi è uno strumento apparentemente molto semplice, ma proprio nella sua semplicità risiede la capacità di restituire musicalità e qualità all’ascolto. Definito quale sorgente Analogica per eccellenza, le sue parti genericamente definite sono: Base – Motore – Piatto – Braccio – Testina. Come da definizione, il giradischi prevede una parte meccanica di rotazione detta “piatto” sul quale viene posto il disco Nero in vinile, l’LP da riprodurre… il giradischi appunto, dove l’aspetto fondamentale è quello della velocità di rotazione che deve essere il più possibile costante e precisa. Parliamo di 45 giri e di 33-⅓ giri al minuto. Questa è una caratteristica fondamentale in quanto permetterà di leggere il contenuto inciso esattamente per come è stato registrato: variazioni sia di fluttuazione che di velocità, porterebbero ad una lettura errata e non conforme. Il giradischi è per antonomasia (ed anche iconografia) la sorgente HiFi. Data la sua storia e supremazia (anche dal punto vista commerciale e di diffusione negli anni scorsi) è stato studiato, implementato, evoluto fino alle massime possibilità: possiamo dire che ad oggi si è quasi raggiunto l’apice nelle prestazioni. Questo ha portato anche a scalare tanta esperienza su prodotti che possano essere acquistati da tutti, rendendo giradischi dal valore di 500,00€ (quale puro esempio) performanti. Trattandosi di un sistema Analogico, a struttura puramente meccanica, per poter garantire prestazioni di alto livello, necessita di molta attenzione ai materiali ed alla realizzazione delle singole parti. Se è vero che l’Analogico suona bene, molto bene, vero resta che per ottenere prestazioni di riferimento è fondamentale in primis un Disco di alta qualità (peso – incisione – tipologia vinile) ed un sistema Giradischi / Pre-Phono di alto livello.

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La base

La base di un giradischi è praticamente la struttura complessiva che alloggia Piatto – Braccio – Motore e connessioni. La base può essere di varie tipologie strutturali: a sospensione (detto anche flottante), rigido o semi rigido.

Base flottante

Nella tipologia sospensione flottante, la parte che alloggia piatto e braccio (assolutamente e rigidamente accoppiati), sono “sospesi” dalla base comunemente per mezzo di molle elastiche. Questo per minimizzare le vibrazioni e risonanze che possono, attraverso la base e la superficie d’appoggio, raggiungere piatto, braccio e testina. Questo tipo di tecnologia necessita di una regolazione attenta e che va ripetuta e controllata nel tempo.

Base semi rigida

La tipologia semi rigida, è una soluzione che prevede una base rigida sulla quale a mezzo di soluzioni non flottanti (molle) ma elastiche (accoppiamenti a mezzo sospensioni visco elastiche) tendono a smorzare vibrazioni e risonanze del piano di appoggio. Pratici per messa a punto, solitamente questi giradischi non necessitano di regolazioni.

Base rigida

Nei giradischi a struttura rigida, la lotta alle risonanze avviene attraverso un telaio non sospeso ma realizzato con materiali costruttivi molto sordi dal punto di vista meccanico che possono prevedere l’utilizzo di diverse combinazioni (MDF – alluminio – acciaio). Ruolo importante in questa tipologia è ricoperta dai “piedini”. Questi ultimi giradischi sono i più semplici e pratici da assemblare e mettere in opera e sono certamente consigliati per la maggioranza degli utenti.

Il gruppo piatto – braccio – testina deve essere il più possibile “corpo unico” e seguire una definita e rigida relazione geometrica. Infatti il perfetto accoppiamento è fondamentale per una lettura perfetta del Vinile. Nella maggior parte delle realizzazioni il giradischi comprende la cappa para polvere integrata, utilissima per proteggere dalla polvere i delicati strumenti di lettura, cappa che si può solitamente rimuovere o tenere abbassata durante la riproduzione. Il giradischi deve prevedere un posizionamento su di una superficie adeguata per dimensioni e solidità: maggiore sarà l’insensibilità della base d’appoggio, maggiore sarà la qualità della riproduzione. A tale scopo sono stati realizzati sistemi utili a migliorare il disaccoppiamento fra ripiano e giradischi.

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Il motore

Il more in un giradischi è responsabile della rotazione del piatto. Per prima cosa deve essere il più costante possibile, potente al punto da “muovere” il piatto e silenzioso per non “disturbare”. Molto diffuso è l’utilizzo di disaccoppiatori elastici per installare il motore sulla base del giradischi. Vi sono varie tecnologie utilizzate per trasmettere il moto dal motore al piatto, fra le più utilizzate troviamo la trasmissione a cinghia, quella diretta e (molto rara) quella a puleggia. Obbiettivo principale, ricordiamo, è quello di non trasmettere vibrazioni al piatto: per questo motivo la più utilizzata è la trasmissione a cinghia, che per la sua tipologia, evita che il motore sia “solidamente” connesso e/o vicino al piatto. La trazione diretta prevede il motore direttamente installato sotto il piatto a diretto contatto, e se non ben realizzata, può trasmettere, assieme al moto, anche vibrazioni non desiderate. Poco diffusa ormai, in voga qualche decennio addietro, l’utilizzo di una puleggia che, intermediando il contatto fra motore e piatto, trasmette il moto limitando vibrazioni.

La qualità del motore nel suo insieme è molto importante. La costanza della rotazione e la precisione della stessa influiscono in modo determinante sul risultato finale. E’ spesso presente, soprattutto nelle versioni a trazione diretta, la regolazione fine della velocità. Si accompagna ad uno stroboscopio (segni sul piatto che rendono visivamente evidente se la velocità di rotazione è stabile o variata in più o in meno) e nella quotidianità poco utile (relegata ad utilizzo Pro-DJ).

Il motore deve avere velocità di rotazione Standard di 45 e 33 1/3 giri/minuto. Poco diffusa la possibilità di ascolto e di rotazione dei 78 Giri (questi necessitano dischi 78 Giri d utilizzo di una specifica testina).

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Il piatto

Il piatto è uno dei pezzi più famosi del giradischi. È la parte che alloggia il disco in vinile. In primis deve avere una costruzione in materiali anti risonanti e deve avere un adeguato peso al fine di garantire una buona quantità di moto e dunque una velocità costante di rotazione. Il piatto può essere realizzato in metallo, vetro o leghe. L’adozione ad esempio di materiali innovativi, come il DELRIN, può aiutare nella realizzazione di piatti virtualmente perfetti, esenti da compensazioni a posteriori per livellare ed equilibrare il tutto. Il piatto alloggia il perno di rotazione che è annegato nella base del giradischi. Il perno è un altro componente cruciale: dalla sua precisione dipende ovviamente la stabilità della rotazione del piatto e la silenziosità del sistema. È uso comune utilizzare, per la realizzazione del perno, dei metalli duri che poggiano su una sfera (alloggiata sul fondo del cilindro). Il tutto fa uso di lubrificazione, solitamente affidata a specifici olii. È buona abitudine pulire il perno e cilindro periodicamente e sostituire l’olio almeno una volta ogni anno (a seconda delle indicazioni del produttore comunque).

Con un giradischi di alto livello puoi iniziare a capire perchè molti appassionati siano convinti che nessuna sorgente possa superare la purezza e la qualità dell’ascolto del vinile

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Il braccio

Elemento critico e molto complesso nella realizzazione, alloggia la testina ed è fissato alla base del giradischi (sempre meccanicamente interconnesso al Piatto). La costruzione del braccio può seguire differenti tipologie e geometrie ed essere realizzato in vari materiali il più possibile leggeri e non risonanti (Alluminio – Carbonio). La canna del braccio deve essere il più libera possibile nei movimenti, riducendo eventuali resistenze. Il braccio è imperniato grazie ad uno snodo (che può assumere diverse forme e ingegnerizzazioni). Fra le scelte più diffuse di articolazione troviamo i modelli a Cuscinetto, quelli a lame di coltello e gli Unipivot. Obbiettivo principale del Braccio è quello di garantire massima precisione nella Tracciatura della Testina. Far seguire il solco nel miglior e più accurato modo possibile alla testina è operazione delicata in quanto le forze in gioco sono molto labili. Il Braccio può avere anche diverse “forme” geometriche: fra le più diffuse troviamo i modelli con canna “dritta”, a “J” ed “S”. Al capo opposto del perno, si trova l’alloggiamento della Testina di lettura. Possiamo annoverare bracci con alloggiamento fisso, dove la testina viene montata direttamente alla terminazione del braccio, oppure bracci con portatestina intercambiabile. In quest’ultimo caso, utile ove alternare / cambiare la testina è operazione frequente (si pensi all’utilizzo DJ), lo “HEADSHELL”, così è chiamato, con la propria testina può essere sostituito con semplicità e velocità. Il braccio deve adattarsi a varie tipologie di testine, sia dal punto di vista meccanico (alloggiamento viti) che fisico (peso – cedevolezza). In molti bracci è possibile regolare anche l’altezza dello stesso, definita VTA. Altro compito del braccio è quello di bilanciare la testina in modo che ad essa venga applicato il corretto peso di lettura (attraverso il contrappeso posto solitamente dietro allo snodo). Il corretto bilanciamento garantisce anche l’equilibrio fra forze centrifughe e centripete e quindi il corretto funzionamento dell’Antiskating (che può essere magnetico, a molla o a contrappeso) oltre che un punto di risonanza del sistema braccio+testina adeguato. L’interno del braccio prevede anche il passaggio dei cavi che dalle pagliuzze collegate alla testina portano il segnale ai connettori di uscita da collegare all’amplificatore o pre-phono. Come vedremo più avanti consigliamo cavi di buona o eccellente qualità per gestire i microvolt musicali di qualsiasi giradischi.

La testina

Il punto di contatto fisico fra VINILE e Sistema di lettura. Il suo ruolo è quello di estrarre le informazioni, incise nel Vinile sotto forma di microsolchi, e trasformarle in segnale elettrico. La puntina che scende nei microsolchi, è fissata ad un braccetto molto leggero (e cedevole) detto CANTILEVER che a sua volta è fissato al corpo testina attraverso componenti viscoelastiche. All’interno del corpo testina il cantilever “produce” segnale elettrico (molto molto basso) grazie al movimento di bobine avvolte ad esso fissate o magneti ad esso fissati immerse in un campo elettromagnetico. Da qui la prima distinzione fra tipologie di testine a Magnete Mobile dette MM (Moving Magnet) o Bobina Mobile dette MC (Moving Coil). Le testine MM sono generalmente più semplici da interfacciare con le elettroniche grazie alla tensione di uscita più alta (4 / 5 mV) rispetto a modelli MC. Inoltre la sua struttura permette (in molti casi) la sostituzione del corpo Puntina-Cantilever in quanto i Magneti sono montati sul Cantilever e non vi è connessione elettrica fra lo stesso ed il corpo testina permettendo quindi la rimozione e sostituzione. Le testine MC sono generalmente più complesse da realizzare, necessitano di un ulteriore step di innalzamento del segnale di uscita che è molto basso (0,20 / 0,6 mV). Dato che le Bobine sono installate sul Cantilever e collegate al corpo testina, nelle MC non è possibile sostituire lo Stilo/Puntina. La durata di una testina/Puntina dipende ovviamente dall’utilizzo e mediamente si stima in 1000/2000 ore l’usura. La Puntina può essere realizzata in Diamante / Zaffiro o materiali sintetici DURI e avere diverse tipologie di “taglio” per meglio adattarsi e seguire i microsolchi durante la lettura. Si passa dal più semplice taglio SFERICO- CONICO a tagli Ellittici – Lineari – MicroLine – SHIBATA etc. Più il Taglio è sofisticato, maggiore sarà la superficie di contatto con il Microsolco e quindi la quantità / qualità delle informazioni. Fra i molteplici parametri per la messa a punto di una Testina, oltre a quelli geometrici (allineamento – altezza – inclinazione) c’è il peso di lettura: ogni testina ha un suo peso da applicare al fine di tracciare il microsolco. Tale operazione viene effettuata attraverso la regolazione del contrappeso sul Braccio (solitamente graduato per semplificare) o attraverso l’ausilio di apposite bilance di precisione. Nella media il peso applicato è di 1,8 / 2,5 Grammi. Il segnale in uscita dalla Testina, molto basso e “compresso” per sua natura deve essere gestito da una sezione specifica, definita PREAMPLIFICAZIONE PHONO che innalza il livello del segnale e ne corregge l’equalizzazione secondo lo standard internazionale RIAA (non può essere collegata ad ingressi di Linea).

La connessione

Il giradischi trasferisce il segnale attraverso il cavo audio (solitamente RCA) all’amplificatore. Quale regola generale, è sconsigliato collegare via cavo un Giradischi a distanze superiori ai 2 metri. Il segnale necessita di una speciale sezione che ne innalzi il livello e ne corregga la risposta (equalizzazione RIAA uno standard della Recording Industry Association of America). Quindi la connessione deve essere effettuata attraverso l’ingresso dedicato (PHONO) dell’amplificatore (se presente) o ad un PRE-PHONO esterno se l’ampli non ha l’ingresso dedicato. Negli anni metà ’90 / fine 2010, la maggior parte delle amplificazioni aveva completamente rimosso l’ingresso PHONO vista la tendenza di mercato (il Vinile era dato per spacciato e la produzione ridotta ai minimi). Negli ultimi anni, la rinascita del Vinile ha portato ad una riscoperta delle sezioni Phono sia integrate negli amplificatori che esterni.

La sezione di ingresso Phono può, a seconda della tipologia, accettare sia testine MM (più diffuse e meno difficile da gestire) che MC. Molta attenzione deve essere prestata alla costruzione delle testine in quanto l’intensità di segnale è molto bassa e quindi soggetta ad interferenze e sensibile al rumore di fondo.

Se viene integrato in un amplificatore integrato, lo stadio Phono deve essere molto curato dal punto di vista della “schermatura” poiché uno dei principali nemici delle circuitazioni Phono è il trasformatore di alimentazione (ecco perché molti Pre-Phono hanno alimentatore separato e distante dal Pre). Ovviamente la qualità della componentistica e della circuitazione sono fattori determinanti per la resa musicale. Negli anni 50 e 60 moltissimi gli amplificatori avevano uno stadio prephono interno mentre successivamente è diventato sempre più raro, con l’avvento del digitale. Oggi se si possiede già un integrato senza stadio ingresso phono è necessario dotarsi di un preamplificatore phono esterno. In alternativa l’occasione può essere quella giusta per passare ad un recente amplificatore HiFi dotato di ingresso phono.

La realizzazione di giradischi con connessione Wireless Bluetooth permette di inviare il segnale del giradischi verso un ricevitore (in molti casi già presente quale ingresso BT in amplificatori integrati di recente realizzazione, vedasi ad esempio Cyrus One) evitando così la necessità di posizionare il giradischi vicino all’elettronica. In questo caso il segnale analogico, viene prima gestito da un Pre-Phono interno, digitalizzato ed inviato attraverso il protocollo wireless Bluetooth (possibilmente ApTX).

È una scelta spesso necessaria poiché, viste le recenti tendenze d’arredo e la “disabitudine” al Vinile degli anni trascorsi, lo spazio Giradischi non sempre è nelle vicinanze (entro due metri) dall’amplificatore. Altra opportunità nata negli ultimi anni è quella di poter “rippare” i nostri amati Vinili. Si tratta praticamente di trasformare il segnale del giradischi in segnale Digitale sotto i vari formati disponibili (MP3 – VAW – FLAC – etc). A tele scopo, alcuni giradischi includono una uscita USB (di solito tipo B) che collegata ad un computer, attraverso un programma di rippaggio (Audacity ad esempio), immagazzinerà la musica dei cari Vinili in file audio. Operazione utile, in qualche caso, ove si voglia conservare / preservare la qualità di un pregiato disco o fruire delle registrazione su supporti digitali.

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Cavi ed Accessori per giradischi

Abbiamo sin qui raccontato il giradischi come una delicata, preziosa e complessa macchina meccanica. Si badi bene, l’uso da parte dell’utente è poi semplice, ma è bene ricordare che a monte della musica vi sono in gioco una quantità di fattori che può essere interessante conoscere ed apprezzare. In nostro partner meccanico può beneficiare di alcune attenzioni ed accorgimenti che ne possono aumentale la vita e lo possono far suonare meglio. Fra questi citiamo senza dubbio le masse centrali stabilizzatrici ed antivibrazioni. Altro “necessorio” per il nostro giradischi è senza dubbi un buon cavo, dato che i segnali in gioco sono estremamente labili e delicati. Un cavo men che buono si “mangerebbe” molta parte del delicato segnale, attenuando e distorcendo il messaggio musicale prima di farlo arrivare agli stadi di amplificazione. Per esperienza HIFIGHT un livello di cavi consono a Giradischi di 300-500 euro è il Chord C-Line RCA , o ancora meglio il Clearway RCA. Per strumenti di maggior costo e livello l’appassionato saprà certamente orientarsi da solo su cavi del calibro di Chord Epic o anche Signature.

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