Spotify Lossless:
la "versione" Hi-Fi della piattaforma è realtà
Il giorno tanto atteso è arrivato. Dopo anni di voci, rinvii e aspettative sempre più accese, Spotify Lossless è finalmente una realtà. La piattaforma di streaming musicale più utilizzata al mondo ha iniziato il rollout della sua funzione Lossless, portando la qualità audio del catalogo Premium a un livello superiore.
Un annuncio che segna un momento storico non soltanto per gli utenti affezionati al servizio, ma anche per il mercato dell’alta fedeltà digitale. Perché quando Spotify decide di muovere un passo, lo fa con un impatto che coinvolge milioni di ascoltatori e migliaia di produttori hardware, creando uno spartiacque fra il prima e il dopo.
Il lancio di Spotify Lossless
La comunicazione ufficiale è arrivata il 10 settembre 2025, e ha immediatamente acceso le discussioni in ogni angolo della comunità musicale. Dopo anni di attesa, Spotify Lossless è stato confermato per gli abbonati Premium, con una distribuzione graduale in oltre 50 mercati tra settembre e ottobre.
Le prime regioni a ricevere l’aggiornamento sono state Stati Uniti, Regno Unito, Germania, Giappone, Svezia, Australia e altri mercati chiave. Un rollout progressivo, studiato per testare e consolidare l’esperienza d’uso, con l’obiettivo di garantire la stabilità del servizio su milioni di dispositivi contemporaneamente.
L’annuncio è stato accompagnato dalle parole di Gustav Gyllenhammar, VP Subscriptions di Spotify: “La lunga attesa è finalmente terminata; siamo entusiasti che il suono lossless stia arrivando agli abbonati Premium.” Una dichiarazione che riflette non soltanto l’entusiasmo interno all’azienda, ma anche la consapevolezza di rispondere a una delle richieste più pressanti da parte della community.

Caratteristiche tecniche di Spotify Lossless
Con Spotify Lossless, il servizio offre ora la possibilità di ascoltare brani in qualità fino a 24-bit/44.1 kHz in formato FLAC, garantendo una fedeltà al master originale molto più vicina rispetto alle precedenti impostazioni “Very High”.
La novità non si limita alla pura resa sonora. Spotify ha lavorato per integrare Lossless in un contesto più ampio di controllo e personalizzazione. Gli utenti Premium possono infatti selezionare la qualità desiderata per tre scenari distinti: ascolto via Wi-Fi, ascolto via rete mobile e download dei brani. Questo approccio modulare permette di bilanciare al meglio esigenze di qualità e consumo dati, aspetto particolarmente rilevante quando si parla di file lossless, notoriamente più pesanti.
La nuova opzione si affianca alle modalità Low, Normal, High e Very High, aggiungendo quindi un gradino superiore dedicato a chi desidera il massimo. In un colpo solo, Spotify Lossless ha ridefinito la gerarchia della qualità audio sulla piattaforma.
Compatibilità e dispositivi supportati
Uno degli aspetti più rilevanti dell’annuncio riguarda l’ecosistema di dispositivi compatibili. Spotify Lossless è disponibile fin da subito su mobile, desktop e tablet, con pieno supporto a Spotify Connect. Ciò significa che gran parte delle elettroniche attuali – da Sony a Bose, da Samsung a Sennheiser – sono già pronte a gestire il nuovo formato.
Ma non finisce qui: l’azienda ha confermato che Sonos e Amazon riceveranno il supporto a Lossless a partire dal mese prossimo, estendendo così ulteriormente la platea di apparecchi pronti a gestire la nuova qualità. È un dettaglio che sottolinea la volontà di Spotify di consolidare la propria presenza anche nel mondo dei sistemi multi-room e degli smart speaker, due settori in costante crescita.
Per gli audiofili, il vero punto cruciale resta tuttavia la possibilità di sfruttare al meglio la nuova qualità tramite collegamenti cablati. Spotify ha infatti chiarito che la trasmissione Lossless non è attualmente compatibile con Bluetooth, per i limiti di banda intrinseci di questa tecnologia. Per ottenere l’esperienza più fedele, viene raccomandato l’uso di cuffie e amplificatori via cavo, oppure sistemi hi-fi integrati con supporto Spotify Connect.
Un passo in avanti per la comunità audiofila
Per chi da anni chiedeva a gran voce una qualità superiore, Spotify Lossless rappresenta un riconoscimento importante. Non si tratta soltanto di un aggiornamento tecnico, ma di un segnale forte: l’audio di qualità è tornato al centro della strategia del colosso dello streaming.
In un panorama già popolato da servizi concorrenti come Tidal, Qobuz e Apple Music, Spotify era rimasto l’unico grande player privo di un’offerta lossless. Ora la situazione cambia radicalmente, con l’ingresso di una piattaforma che può contare su oltre 600 milioni di utenti attivi mensili.
Per il pubblico esperto, questo significa che l’alta fedeltà digitale non sarà più una nicchia, ma una caratteristica accessibile su larga scala. Un cambiamento che avrà inevitabili ripercussioni anche sul mercato hardware: DAC, amplificatori e diffusori troveranno nuova linfa vitale in un contesto dove milioni di persone inizieranno a cercare un’esperienza d’ascolto realmente superiore.
L’esperienza d’uso di Spotify Lossless
Spotify ha curato non soltanto la resa tecnica, ma anche la trasparenza verso l’utente. Una volta attivata l’opzione, compare un indicatore Lossless nel player in riproduzione e nel Connect Picker, così da rendere sempre chiaro lo stato del flusso audio.
Un dettaglio che può sembrare secondario, ma che in realtà si rivolge direttamente al pubblico più attento, quello che vuole avere la certezza della qualità in tempo reale. Per gli appassionati hi-fi, è un gesto di rispetto, una garanzia visiva che certifica l’attivazione del formato.
L’attivazione resta manuale e va ripetuta per ogni dispositivo, scelta probabilmente pensata per evitare che utenti inconsapevoli si ritrovino con consumi dati elevati senza comprenderne le ragioni. Ma per chi desidera davvero sfruttare il massimo, la procedura è rapida e diretta:
Impostazioni & Privacy → Qualità dei media → Lossless.
Implicazioni per il mercato hi-fi
L’arrivo di Spotify Lossless ha un impatto che va oltre la piattaforma stessa. Con milioni di utenti pronti ad ascoltare in FLAC, l’industria dell’audio vede aprirsi una nuova fase di opportunità.
I produttori di DAC USB, streamer di rete, amplificatori integrati con funzioni digitali e persino cuffie cablate di alta gamma potranno beneficiare di una domanda più consapevole. Non si tratta più di convincere un pubblico ristretto della superiorità del lossless: sarà Spotify stesso a renderlo evidente, semplicemente mettendolo a disposizione nella schermata principale.
Allo stesso tempo, il mercato dei servizi in streaming si trova di fronte a una nuova dinamica competitiva. Tidal e Qobuz hanno fatto dell’alta qualità il loro marchio di fabbrica, mentre Apple Music ha puntato su un’integrazione completa nel proprio ecosistema. Con Spotify in campo, le regole cambiano: la forza della sua base utenti potrebbe ridefinire le priorità degli ascoltatori.
Considerazioni finali
Con il lancio di Spotify Lossless, il più grande servizio di streaming musicale al mondo ha compiuto un passo storico verso l’alta fedeltà. Non è soltanto un aggiornamento tecnico, ma un segnale forte che riconosce il valore della qualità sonora e lo porta a un pubblico globale.
Il rollout proseguirà nei prossimi mesi, e sarà interessante osservare come la comunità audiofila reagirà all’impatto di una novità tanto attesa. Quel che è certo è che milioni di ascoltatori potranno finalmente riscoprire i loro brani preferiti in una veste più dettagliata, dinamica e fedele.
Per chi vive la musica non come sottofondo, ma come esperienza totale, l’arrivo di Spotify Lossless segna l’inizio di una nuova era dello streaming.
