Recensione Chord Ultima Integrated:
potenza raffinata e musicalità mozzafiato

Questo articolo è un riassunto e rielaborazione in italiano della recensione pubblicata su The Ear.net, portale di riferimento nel mondo dell’alta fedeltà. Tutti i meriti e le osservazioni tecniche originali vanno attribuiti all’autore della recensione su The Ear. Noi ci limitiamo a offrirne una sintesi ragionata per il pubblico italiano.


Una filosofia progettuale che rompe gli schemi

Nel panorama degli amplificatori integrati di fascia alta, Chord Electronics si distingue da anni per scelte tecniche controcorrente. È il caso del Chord Ultima Integrated, di cui parliamo proprio in questo articolo, partendo proprio dalla recensione originale di The Ear.

A differenza della maggior parte dei produttori, Chord ha deciso di abbandonare l’alimentazione lineare in favore di una sofisticata alimentazione switching ad alta frequenza (80 kHz). Una soluzione che può sembrare azzardata, ma che nasce dall’esperienza di John Franks nell’elettronica aeronautica e si dimostra, nei fatti, vincente: più veloce, più stabile e in grado di reagire con prontezza ai picchi di richiesta di corrente.

Questa scelta consente al Chord Ultima Integrated di superare in reattività e dinamica molte soluzioni lineari blasonate, anche grazie all’uso di quattro alimentatori corretti in fase e condensatori compatti, più veloci nel seguire le variazioni del segnale.

Eleganza senza compromessi

Dal punto di vista estetico, il Chord Ultima Integrated ha colpito anche gli occhi più scettici. Persino chi normalmente resta indifferente all’hardware hi-fi rimane affascinato dal design dell’amplificatore. Il telaio, dalle linee industriali e pulite, è disponibile in nero o argento, con dettagli luminosi a LED e un’illuminazione centrale che funge da indicatore di stato. I pilastri agli angoli, oltre a dare slancio visivo, contribuiscono al raffreddamento passivo e possono essere personalizzati.

La manopola del volume funge anche da selettore ingressi (con illuminazione codificata a colori), mentre tutte le funzioni principali sono replicate su un telecomando ergonomico. Il pannello posteriore offre ingressi RCA e XLR, un’uscita per diffusori e un trigger da 12V.

Un ascolto che conquista

Il cuore della recensione del Chord Ultima Integrated è ovviamente dedicato all’ascolto. Inserito in un sistema di riferimento di alto livello (Melco N1, Moon 780D, Totem Forest Signature), l’amplificatore integrato ha rapidamente conquistato l’autore, superando in coinvolgimento persino il Moon 600i utilizzato abitualmente.

L’UItima Integrated offre una presentazione sonora frontale e avvolgente, con una ricchezza timbrica che sorprende anche a volumi contenuti. La combinazione di chiarezza, dinamica e bassi controllati rende l’ascolto coinvolgente senza affaticare. Da David Byrne & Brian Eno a Spiritbox, fino a John Coltrane e Cowboy Junkies, ogni genere musicale è restituito con autorità e raffinatezza.

Il reviewer sottolinea come, anche con registrazioni difficili o rumorose, il Chord mantenga un equilibrio impeccabile tra dettaglio e musicalità, evitando suoni “taglienti” e fastidiosi. Il basso è profondo ma articolato, il palcoscenico è ampio e tridimensionale, e la trasparenza permette di cogliere sfumature spesso nascoste.

Meno funzioni, più qualità

Il Chord Ultima Integrated non include DAC, stadi phono o uscite cuffia. Una scelta deliberata: concentrare tutte le risorse ingegneristiche sul percorso del segnale e sull’alimentazione per massimizzare la qualità sonora. Come osservato da The Ear, integrare troppi componenti in un unico chassis può compromettere le prestazioni: meglio fare una sola cosa, ma al massimo livello.

Questa recensione del Chord Ultima Integrated, basata sull’analisi pubblicata da The Ear.net, evidenzia un amplificatore integrato fuori dal comune. Il suo suono raffinato, potente e dettagliato, unito a una costruzione solida e un design distintivo, lo rendono un candidato formidabile per chi cerca un amplificatore finale senza compromessi.

L’unico avvertimento, scherza l’autore originale, è questo: non ascoltatelo se non siete pronti ad acquistarlo. Perché, una volta sentito, tornare indietro sarà difficile.

preloader