Telecronaca: dal declino alla rinascita dell’audio personale in 3 decenni
Torna la rubrica “4 Chiacchiere con il Direttore”
In questo caldo Luglio 2024, il nostro direttore ci accompagna in un viaggio attraverso tre decenni di evoluzione dell’audio personale. Con la sua consueta passione e competenza, ci offre una riflessione sulle trasformazioni che hanno rivoluzionato il nostro modo di ascoltare la musica, dal declino dell’alta fedeltà analogica fino alla rinascita della qualità nell’era digitale. Buona lettura!

Telecronaca: dal declino alla rinascita dell’audio personale in 3 decenni
“Siamo negli anni ‘90, gli appassionati di alta fedeltà vivono un’epoca d’oro. Le stanze dedicate all’ascolto musicale, equipaggiate con amplificatori valvolari, giradischi e altoparlanti di qualità, sono templi del suono. Ogni nota, ogni strumento, ogni sfumatura è percepibile con una precisione mozzafiato. Arriviamo all’alba del nuovo millennio, e qualcosa sta per cambiare radicalmente. La rivoluzione digitale sta per fare il suo ingresso trionfale. E con essa, l’avvento del formato MP3.
L’MP3 è un miracolo della compressione, un formato che promette di ridurre drasticamente le dimensioni dei file musicali senza perdere troppa qualità. La promessa è affascinante: un’intera collezione musicale può essere contenuta in un dispositivo delle dimensioni di un… iPod! Tuttavia, questa convenienza ha un prezzo: la rinuncia alla buona qualità. L’alta fedeltà, il principio sacro degli audiofili, riceve un colpo micidiale ed una intera generazione vira verso la comodità e la portabilità. In quegli anni la dinamica ed i dettagli scompaiono a causa della compressione e viene meno la magia dell’esperienza autentica.
Per più di un decennio, la musica compressa domina il panorama sonoro. L’avvento dei lettori MP3, dei primi servizi di download digitale (illegali comprese, come Napster!) e poi delle piattaforme di streaming, tutti basati su file compressi, sembra segnare la fine dell’era dell’alta fedeltà. I puristi dell’audio si rifugiano nei vinili, aggrappandosi disperatamente a un passato che sembrava sempre più lontano.“

“Ma la tecnologia, in continua evoluzione, ha in serbo una sorpresa. Con l’aumento della velocità di Internet e la capacità di archiviazione dei dispositivi, i formati lossless, come FLAC e ALAC, cominciano a guadagnare terreno. Questi formati offrono il meglio dell’analogico e del digitale: da un lato facilità di fruizione ed immense librerie, dall’altro la promessa di un audio non compresso e che può mantenere, in varie gradazioni, le sfumatura ed il dettaglio tanto caro a chi ama davvero la musica. La rinascita – e la rivincita – della qualità audio sta iniziando.
Anno dopo anno nascono nuovi servizi di streaming audio; piattaforme come Tidal, Qobuz e, successivamente, Amazon Music HD e Apple Music, iniziano a offrire streaming lossless e ad alta risoluzione. Per la prima volta in anni, gli audiofili possono accedere a un catalogo praticamente infinito di musica senza compromettere la qualità. Il sogno di una libreria musicale globale, accessibile con un click e senza perdita di qualità, diventa realtà.”

“D’altro canto, nel corso di due decenni le persone si sono abituate sempre più (prima con il Sony Walkman, una rivoluzione culturale prima che musicale!) alla “convenience”, come dicono in america, alla comodità della portabilità. Quello che ieri era il walkman, ormai da 15 anni è il telefonino. E’ sempre con noi, con tutte le nostre canzoni, playlist, librerie, una cornucopia di possibilità.
Oggi SmartPhone e Tablet con centinaia di giga di memoria e servizi di Streaming a 9.90€ al mese con 100 milioni di Brani sono alla portata di tutti. Il sogno dell’ “all you can eat” in formato musicale: “all you can listen to”.
I produttori di hardware (da Apple a Samsung ad Honor etc etc) producono dispositivi sempre più veloci e capaci ma proprio la presenza di musica di altissimo livello rivela il limite di dispositivi pensati per la velocità e la fruizione video più che audio. I processori sono sempre più veloci, gli schermi OLED più nitidi ma i DAC (convertitori digitale-analogico) e gli amplificatori degli smartphone non tengono infatti il passo. Le cuffie di fascia alta richiedono amplificatori potenti e capaci, non possono essere collegati direttamente ai telefonini, e gli stessi DAC interni ai laptop e tablet non si avvicinano minimamente alla resa dei dispositivi HiFi dedicati.”

“Ecco quindi che, per rispondere alla presenza di grandi opportunità (musica ultra HD per tutti) e di grandi limiti (qualità audio scarsa anche nei dispositivi portatili di fascia alta di ultimissima generazione) nel mercato si diffondono sempre più piccoli dispositivi digitali uso “desktop” o “mobile” che offrono la possibilità di ascoltare audio di alta qualità senza scomodare l’HiFi da salotto. Se vogliamo portando l’HiFi in ambito personale.
Vent’anni dopo l’ascesa dell’MP3, grazie a diverse rivoluzioni tecnologiche, il panorama musicale è radicalmente cambiato. L’alta fedeltà non solo è rinata, ma ha raggiunto nuove vette.
Oggi, un musicofilo può sedersi nel proprio salotto, collegare il proprio sistema audio a un servizio di streaming in abbonamento e ascoltare un concerto con una qualità che, fino a poco tempo fa, era riservata solo alle sale da concerto più prestigiose. Parimenti, un ascoltatore nomade digitale può fare affidamento sul proprio fedele smartphone, un piccolo DAC-ampli ed una buona cuffia per prendere le distanze dagli affanni quotidiani.
In pochi decenni quello che sembrava il tramonto dell’ascolto di buon livello ha lasciato spazio all’alba dell’ascolto personale, sempre e dovunque. Le persone amano la musica, ma che ne fruiscano tanto o poco, ed in che misura, dipende da quando hanno la fortuna (o sfortuna) di nascere.
A noi è andata bene.”
